Questa è la storia di un gruppo di ragazzi che praticano uno sport poco seguito, ma che vittoria dopo vittoria riescono a farlo diventare popolare, diventano famosi, vengono esaltati e adorati, e all’apice del successo, quando sembrano imbattibili, non riescono a vincere l’ultimo trofeo, il più importante: l’oro olimpico. Questa è la storia di una generazione di pallavolisti, talmente incredibile da essere nominata la Squadra del secolo: è la storia della Generazione di Fenomeni, la Nazionale Italiana di Pallavolo degli anni ‘90.

Sinossi

Generazione di fenomeni è un documentario sportivo, un racconto collettivo sull’unione – non sempre semplice, talvolta conflittuale – di un gruppo di fuoriclasse, amalgamati da un altro fuoriclasse seduto in panchina, uno degli uomini di sport più profondi e affascinanti: Julio Velasco. I nomi di questi Fenomeni sono ormai leggenda: Bernardi, Zorzi, Giani, Gardini, Tofoli, Papi, Cantagalli, Bracci, De Giorgi.

A questa squadra però è sfuggito per ben due volte l’oro olimpico, alle Olimpiadi 
di Barcellona del 1992 e Atlanta del 1996. Una mancanza che brucia ancora oggi 
tra i componenti della squadra, una sconfitta che ciascuno di loro vive e ha metabolizzato in modo diverso. L’ossessione olimpica è anche uno dei principali motivi per cui questa storia non è la solita storia di sport. Non tanto perché in una squadra di vincenti fa più notizia la sconfitta che la vittoria, ma perché quell’ultimo tassello mancante è l’elemento che ha consegnato quella squadra nella leggenda: vincente, ma non fino in fondo; straordinaria, ma non perfetta. 

A distanza di molti anni, vogliamo ripercorrere quel momento, con il distacco e la leggerezza necessaria, perché in fondo il pubblico ha amato questa squadra anche per la sua imperfezione. Ma Generazione di fenomeni è qualcosa di più: è anche la storia di uno sport, la pallavolo, che grazie a loro riesce ad acquisire sempre più seguito in Italia, a interessare imprenditori, figure di spicco del nostro paese degli anni ‘90 come Berlusconi, Raul Gardini e i Benetton, che decidono di investire in questo sport. La storia della Generazione di Fenomeni appartiene ai grandi campioni che l’hanno scritta, ma anche a chi ha tifato da casa, a chi si è lasciato ispirare da questi atleti immensi. Documentario sportivo e ritratto di un’epoca, Generazione di fenomeni è un racconto corale fatto di archivi e interviste con tutti i protagonisti, con le loro storie dentro alla storia collettiva, più grande, di quella Nazionale.

«È ora di smetterla di dividere il mondo tra deboli e vittoriosi. Dividiamolo invece tra chi fa il proprio lavoro e chi non lo fa. Tra chi commette errori e cerca di non farlo, e chi quando sbaglia scarica le colpe sugli altri. Sono orgoglioso, come lo ero stato a Barcellona: lì avevamo saputo perdere, qui abbiamo saputo vincere»

Il documentario

Per un decennio (1989-1998) l’Italvolley ha dominato i palcoscenici mondiali, infilando una vittoria dietro l’altra, ma riuscendo, non unama due volte, 
a cadere proprio quando era all’apice del successo… È una Nazionale tre volte campione d’Europa, e tre volte di fila Campione del Mondo, ma con una enorme ferita: le due Olimpiadi perse, una ai quarti e l’altra in finale, entrambe contro l’Olanda, sconfitte che non sono riusciti a dimenticare.

L’ossessione olimpica, e la sconfitta della squadra votata come la più forte del XX Secolo, sono la spina dorsale del racconto in questo documentario.

Quei momenti ci permettono anche di aprire delle finestre su eventi ed aneddoti di quello straordinario percorso sportivo e umano. Lo facciamo con un tono leggero e anche ironico anche perché il tempo contribuisce a guardare le cose con un’altra prospettiva.

In fondo, i personaggi protagonisti di quella fantastica storia sportiva sono in grado di ricordare non solo la competizione, ma anche il lato più ironico e scanzonato di quella avventura, quello che rende un gruppo di giocatori davvero una squadra.

Ripercorriamo anche la repentina ascesa e caduta della pallavolo nella cultura pop italiana dei primissimi anni ‘90, quando la storia delle squadre
più vincenti del nostro campionato intreccia la storia politico-imprenditoriale dell’Italia. Il polo di attenzione di questo sport si sposta dall’asse Modena-Parma al triangolo Ravenna-Treviso-Milano (ovvero Gardini-Benetton-Berlusconi), con l’arrivo anche di una nuova outsider, Cuneo.

I migliori stranieri giocano nel nostro campionato e i pallavolisti improvvisamente guadagnano cifre degne dei calciatori, sono testimonial pubblicitari ambiti come capita a Zorzi, Giani e Lucchetta, presenziano a Sanremo e sono inseguiti dalle ragazzine alla fine delle partite.

1

Coppa del Mondo

3

Mondiali

4

Europei

8

World League

Archivi e interviste

Si ispira a documentari storico-sportivi come “The Last Dance”, “Senna” e “Una squadra”. Come per tutti i documentari sportivi, il materiale di repertorio (archivi televisivi e video privati, foto, articoli di giornale) è al centro della narrazione. Tra le fonti: gli archivi del Comitato olimpico internazionale (CIO), gli archivi Rai, di TMC, TeleCapodistria e gli archivi di televisioni locali.

Abbiamo cercato negli archivi stranieri (per esempio in Giappone) e nei club di pallavolo, così come tra i video privati sia dei giocatori che del mondo che si muoveva intorno agli atleti. Altra risorsa fondamentale sono stati gli archivi di giornali e riviste (Gazzetta dello Sport, Repubblica, Corriere della Sera, QN, Pallavolo Supervolley, Guerin Sportivo) per poter costruire anche la cronistoria di quegli anni. La ricerca ha incluso inoltre ulteriori materiali che si intrecciano con la storia sportiva, per ricostruire il contesto e i personaggi di fine anni ‘80 e degli anni ‘90. Il puzzle che è emerso non è solo quello di una storia sportiva, ma anche un racconto di costume, con fatti, persone e luoghi legati tra loro da una vicenda straordinaria.

Il materiale d’archivio è stato  un prezioso strumento per interagire con i nostri intervistati, per mostrare come il tempo lenisca alcune ferite o le peggiori o come modifichi i ricordi e le percezioni.

Aiutaci a realizzare questo progetto!

I personaggi

JULIO VELASCO
Ruolo: allenatore –
Il condottiero filosofo.

ANDREA GARDINI
Ruolo: centrale –
lo stratega.

PASQUALE GRAVINA
Ruolo: centrale –
Il muro granitico.

FERDINANDO DE GIORGI
Ruolo: palleggiatore –
il campione tascabile

PAOLO TOFOLI
Ruolo: palleggiatore –
il santo che non suda.

SAMUELE PAPI
Ruolo: schiacciatore –
O’ Fenomeno.

MARCO BRACCI
Ruolo: schiacciatore – 
il lottatore.

LORENZO BERNARDI
Ruolo: schiacciatore –
il migliore.

LUCA CANTAGALLI
Ruolo: schiacciatore –
il freddo.

ANDREA ZORZI
Ruolo: opposto –
l’eroe mascherato.


ANDREA LUCCHETTA
Ruolo: centrale –
il primo capitano

ANDREA GIANI
Ruolo: universale –
il giocatore rinascimentale.

«Cantagalli... e siamo campioni del mondo! Siamo ancora una volta campioni del mondo e questa è una generazione di fenomeni, una vera generazione di fenomeni, allenata da un grandissimo allenatore»

Gli autori

Paolo Boraccetti

Sceneggiatore e regista, ha conseguito un master in film production alla University of Southern California. Già autore tv a Zelig, ha diretto cortometraggi proiettati in festival di tutto il mondo, tra cui “Santiago” (Telluride), “Have You Ever Heard About Vukovar?” (Tribeca, Aspen, Tokyo, Trieste) e “Diretta” (Venezia). È co-produttore dei documentari “La scomparsa di mia madre” (di B. Barrese, Sundance FF 2019, finalista European film awards) e “La buona novella” (di S. Luca Insinga, shortlist David di Donatello 2019). Tra i suoi credits principali come regista, è co-autore con Daniele Luchetti della serie doc Rai “Viaggio nel Paese del Rischiatutto” (2016), ha scritto e diretto i documentari “Jean Claude Izzo – Mediterraneo Noir” per Sky (Biografilm festival, 2018) e “9 ottobre 1982. Attacco alla sinagoga” per Rai Documentari (2023)

Filippo Nicosia

(Messina 1983). Scrittore e autore televisivo. Dal 2017 idea e scrive documentari d’arte e di approfondimento culturale per la tv e il cinema tra cui Sei in un paese meraviglioso con Dario Vergassola (2017, Sky Arte), Leonardo e Verrocchio (Sky Arte 2018), Storia delle nostre città (Rai Storia 2021/2022), C’era due volte Gianni Rodari con Neri Marcorè (Sky Arte 2020), Jago – The Rock Star con Jago (It’Art 2022), Good Morning Italia con Joe Bastianich (2022 Sky Uno), Perugino, Rinascimento immortale con Marco Bocci (Nexo Digital) nei cinema ad aprile 2023. Negli anni ha scritto reportage e articoli d’opinione per riviste cartacee e on-line e pubblicato tre romanzi: Un’invincibile estate (Giunti 2017), Come un animale (Mondadori 2020), Gli eroi si baciano (Mondadori 2023).

Andrea Zorzi

Pallavolista, 2 volte campione del mondo (1990, 1994) e 3 volte campione europeo (1989, 1993, 1995) ha partecipato a 3 Olimpiadi (Seoul 1988, Barcellona 1992 e Atlanta 1996) conquistando la medaglia d’argento ad Atlanta. Con i club ha vinto: 2 scudetti (1990 – 1994), 2 Coppe Italia, 4 Coppe delle Coppe, 3 Supercoppe Europee, 3 Campionati Mondiali, 1 Coppa Campioni. Dopo il ritiro nel 1998 ha seguito il progetto Kataklò, la compagnia di physical theatre che si esibisce nei teatri di tutto il mondo.
Dopo le esperienze maturate con RAISPORT, FOXSPORTS, DAZN e RADIO 24 seguendo gli sport olimpici e il volley, attualmente collabora con SKYSPORT. Continua invece dal 1998, la collaborazione con La Gazzetta dello Sport. Nella stagione 2020/21 ha realizzato in collaborazione con Lega Pallavolo Serie “After Hours” – la SuperLega di notte”, una trasmissione settimanale in streaming che, con l’intervento dei protagonisti, racconta la Superlega di pallavolo.